Usando questo sito si accetta l'utilizzo dei cookie anche di terze parti. Per maggiori informazioni vi invitiamo a leggere l'informativa

 

Ripartiamo da tre proposte: 20 alunni per classe, 15 in presenza di un diversamente abile; full time facoltativo per i docenti con 36 ore settimanali di lavoro; attività didattiche (musica-giornalismo-danza-teatro-arte-etc.) nei periodi di sospensione delle lezioni – OrizzonteScuola.it 27 agosto 2012

Un radioso futuro per la Scuola italiana negli squilli di tromba del ministro Profumo e del premier Monti: si farà il Concorso! Sento profumo di gattopardo... Qual era la formula magica? Cambiare tutto affinché niente cambi. Ritornano anche gli ispettori, come succedeva nell’epoca “preisterica”, quando ero un giovanissimo docente. Ho avuto l’onore di lavorare con la presenza quasi quotidiana nella mia Scuola del dottor Andrea Vigilante, ai tempi in cui si verificava il funzionamento del neonato “tempo prolungato”: è ancora interessante sfogliare il testo “Il tempo prolungato in Sardegna”, pubblicato dall’Ispettore Vigilante al termine del periodo di verifica del nuovo ordinamento didattico.

Poi è arrivata l’epoca “isterica”, nella quale l’aumentare il numero degli alunni per classe e il tagliare i ranghi dei docenti “fannulloni” sono stati scambiati per la panacea dai due ministri dell’istruzione più “ignoranti” (scusate l’ossimoro) della storia della Repubblica italiana. Il primo aveva copiato il “Portfolio” dal “Libretto personale dell’alunno” in vigore quando avevo i pantaloncini corti. Che zampata il gattopardo... Il secondo attribuiva la mancanza di risorse al fatto che il bilancio della Scuola fosse “dedicato” quasi interamente al pagamento degli stipendi, quindi bisognava tagliare la falange dei professori e non aumentare le risorse. Aristotele l’avrebbe bocciato per “falso sillogismo” ma solo perché il grande pensatore non sapeva niente del tunnel scavato appositamente, e con fondi pubblici, per le gare di velocità tra i neutrini...

Gentile ministro Profumo, Le ho scritto a dicembre proponendole dieci idee innovative, altro che concorsi e ispettori. Forse ho esagerato perché, come dice il saggio popolare, il meglio è nemico del bene. Ripartiamo da tre proposte: 20 alunni per classe, 15 in presenza di un diversamente abile; full time facoltativo per i docenti con 36 ore settimanali di lavoro, tenendo invariato l’orario di cattedra e concentrando programmazione-riunioni-colloqui-CORSI DI RECUPERO nell’orario d’ufficio, ferie uguali a quelle degli altri lavoratori e retribuzioni europee; apertura delle Scuole tutto il giorno per tutto l’anno con attività didattiche (musica-giornalismo-danza-teatro-arte-etc.) nei periodi di sospensione delle lezioni, specie nel “buco nero” dell’estate, per la prevenzione dell’abbandono scolastico, della devianza giovanile, della microcriminalità . Fatto questo, mandi pure gli ispettori a verificare e valutare la qualità del lavoro “in fieri”! E li mandi anche a controllare l’operato degli Uffici Scolastici Regionali: in Sardegna, per esempio, viviamo la situazione assurda di un Assessore Regionale della Pubblica Istruzione, Sergio Milia, che stanzia risorse e lavora per migliorare la Scuola della nostra Isola, e di un “Signornò” al vertice dell’U.S.R. Quando studiavo catechismo mi parlavano di peccato di omissione...

Quanto al Concorso, risparmi i soldi perché i Colleghi Abilitati, quelli che vengono definiti “precari”, erano giovanissimi quando hanno conseguito i più elevati titoli validi per l’insegnamento previsti dalle Leggi della Repubblica Italiana e quindi il diritto a quel tipo di lavoro.

Profumo di gattopardo, dicevamo, e, a questo punto, profumo di soldi. Come reperire i fondi? Avanzo qualche proposta: adeguare il numero dei nostri Deputati e Senatori a quello degli Stati Uniti d’America; fissare un rapporto tra stipendio netto minimo e massimo per tutti i dipendenti pubblici, i dirigenti di enti/aziende pubblici e gli eletti di Regioni e Parlamento, per esempio 1:5; poter destinare l’8 per mille anche alla Scuola Pubblica; etc.

Gentile ministro Profumo sappia che, parafrasando Luigi Einaudi, qualunque cosa mettiate in campo per la Scuola, noi docenti “fessi” continueremo a dedicare il massimo impegno possibile alla nostra “profepassione”. Però di una cosa La prego: non continuate a tentare di stordirci col profumo del gattopardo.

http://www.orizzontescuola.it/news/concorso-il-profumo-del-gattopardo