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Gent.le Ministro Maria Chiara Carrozza, ho apprezzato le Sue proposte sulla Scuola. Finalmente obiettivi concreti! Mi permetto, proprio nello spirito innovativo che da musicista ho “sentito” nelle Sue parole, di proporLe un intervento immediato e un problema da dibattere con estrema urgenza.

Lo spartiacque tra una Scuola che promuove, valorizza e recupera e una Scuola che non riesce ad essere veramente al servizio di ogni cittadino della Repubblica Italiana, secondo la nostra Costituzione, è il numero massimo di alunni per classe. Ecco la proposta: nel prossimo Consiglio dei Ministri emanate un Decreto che diminuisca ad almeno 25 alunni il numero di iscritti necessario per formare una classe.

L’anno prossimo si dovrebbe scendere fino a 20 studenti per classe, 15 in presenza di un diversamente abile. È questa la prima vera Riforma della Scuola Primaria e Secondaria di Primo e Secondo grado.

Sulla funzione docente e l’apertura pomeridiana degli Istituti scolastici non ho niente da aggiungere alle Sue idee: è l’altra gamba della Riforma della Scuola ormai non più differibile, anche se nel cassetto della scrivania di Giolitti potrebbe dormire per anni...

Il problema da dibattere con estrema urgenza è quello dei tablet in classe. Abbiamo lottato per anni e ci battiamo tutti i giorni affinché i ragazzi non utilizzino il cellulare a Scuola; non intendiamo ridipingere i braghettoni della Sistina, bensì insegnare ai ragazzi a concentrarsi ed evitare “evasioni dell’intelletto” continue e nefaste. In altre parole, in base alla mia esperienza più che trentennale di insegnamento in tutti gli ordini di Scuola, il tablet rischia di diventare un “megatelefonino” ingovernabile. Altra cosa è l’e-book, formidabile strumento di prevenzione di tante patologie alle colonne vertebrali dei nostri alunni...

Le Sue prime dichiarazioni, gentile Ministro, hanno riacceso la speranza in tanti docenti che da troppi anni, ormai, sono insultati, offesi e umiliati; docenti che, nonostante tutto, tutti i giorni entrano in classe col sorriso e l’entusiasmo di chi ama la “profepassione” più bella, quella di formare le nuove generazioni. Se anche Lei dovesse poi deluderci, sappia che siamo ormai… corazzati. L’importante è averLe espresso le nostre idee che, se non erro, potrebbero essere quelle più vicine ai reali bisogni della Scuola.

http://www.orizzontescuola.it/news/e-primavera-tornano-rondini-e-organici