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Articoli e testi

Contro femminicidio e violenza di genere ‘in punto di pentagramma’

Scuola, tre domande al neosegretario del Pd Zingaretti

 

Tratto da "Around the piano. Appunti intorno al pianoforte", volume II, a cura di Roberto Piana, Magnum-Edizioni, Sassari, 2003, pagg.65-70

 

Quando il presidente della Dinamo Banco di Sardegna, l'avvocato Dino Milia, mi ha proposto di riempire di suoni gli intervalli delle partite di basket al Palasport di Piazzale Segni di Sassari, l'idea mi ha affascinato: dovevo studiare una didattica dell'ascolto da applicare a migliaia di persone, presenti contemporaneamente in un determinato spazio extramusicale.

Oggi, due anni dopo, il progetto "Dinamo e Musica" cammina spedito con le proprie gambe, si è arricchito della dimensione coreutica, riceve l'approvazione di sponsors privati disposti a sostenere le spese S.I.A.E. In attesa di varare il nuovo progetto, "Torres e Musica" (già presentato alla Società), propongo all'attenzione dei colleghi una serie di informazioni e riflessioni:

I mezzi tecnici

Un lettore CD, un mixer e due casse amplificate sono i mezzi tecnici necessari per avviare l'iniziativa. Nel caso del Palasport di Sassari, considerato lo stato di obsolescenza dell'impianto di amplificazione in dotazione, con un cavo di 33 metri è stato possibile mettere a disposizione dello speaker un microfono di ottima qualità collegato all'impianto voci della tribuna DJ. Per la disposizione dei diffusori (le casse!), mi sono ispirato alle esperienze vissute da organista-bambino nelle chiese sfornite di microfoni: il predicatore di turno saliva sul pulpito, e dall'alto riusciva a raggiungere con la propria voce tutti i fedeli. Non ci credete? Venite al Palasport!

Gli sponsors

I mezzi tecnici sono stati e vengono ancora oggi forniti da due Sponsors: lo Studio Musicale "Pentagrammando" di Sassari e la Ditta Tot per la Musica di Alghero (da non dimenticare la collaborazione, nella prima fase del progetto, con la ditta Radio Muzzo di Sassari). Poiché la S.I.A.E. incide in modo sensibile sul "costo" di una partita, nel progetto "Dinamo e Musica" sono state coinvolte diverse imprese della zona in cui è ubicato lo Studio Musicale "Pentagrammando": la Ditta Paress di via Tempio, la Ditta Sanna e Sole di via Civitavecchia, l'Euromilk e II Pescatore, il Manada Pub e le Onoranze funebri di Deiana Antonella. Si annuncia l'arrivo di altre imprese: l'Arcobaleno Piscine, la Tyffy's Gelati, la Goody Music Store (sono presenti dunque i settori più disparati).

Gli operatori

Un progetto impegnativo come il "Dinamo e Musica" richiede tre Operatori fissi: un Art Director, cioè lo scrivente, che lavora in qualità di DJ, un Dance Director, che cura la preparazione delle coreografìe e delle ragazze pon pon e un vice DJ. La maestra Lori Warner la scorsa stagione ha svolto un ottimo lavoro, mentre il vice Dj Vladimiro Porcu continua a collaborare anche quest'anno. Il maestro Bruno Pitzolu è il DD di questa stagione ma non prepara le ponpon.

Educare al diritto d'autore

È stata chiesta la partecipazione del pubblico (cioè dei tifosi) alla scelta del repertorio con due limitazioni: l'uso di CD rigorosamente originali e il non utilizzo di brani contenenti incitamenti alla volgarità, alla violenza e/o al razzismo. I tifosi hanno risposto positivamente. Credo che questo costituisca la più formidabile educazione al rispetto del diritto d'autore che si possa fare, unitamente a quella che andrebbe promossa nelle Scuole.
Il repertorio

Siamo arrivati al problema dei problemi: il repertorio. Ho stabilito alcune condizioni di fondo: evitare in modo assoluto brani del momento; eliminare le composizioni pseudomusicali che foraggiano attualmente l'ignoranza dei moderni Lucignoli: nelle discoteche, sempre più Paese dei Balocchi (o dei Balordi?).

Il repertorio è stato articolato su quattro direttrici: favorite la scoperta dei Jethro Tuli, Genesis, Pink Floyd, etc.; promuovere la valorizzazione dei Cantautori e dei Gruppi Storici italiani: Le Orme, Delirium, Premiata Forneria Marconi, Nomadi, Bennato, Battiato, De Andre, etc.; presentare il lavoro dei musicisti di Sassari: Senza Fiato, Humaniora, Reel Fiction, BBH, Roberto Piana, finalisti del Premio Faber etc.; inserire composizioni cosiddette "classiche", quali "commenti musicali" agli eventi sportivi, sia in positivo (colonne sonore di Morricone), sia in negativo (Requiem di Verdi, Requiem di Mozart, etc.).

La reazione del pubblico (cfr. www.dinamobasket.it) è stata assai positiva, sia relativamente ai "commenti musicali", sia circa il valore intrinseco delle composizioni proposte.

Ho sempre rispettato i principi della didattica dell'ascolto che ho appreso dal mio grande maestro, Carlo Delfrati: grandi differenze comprensibili per tutti, rispetto per tutti i generi, composizioni di ogni epoca non lunghe.

Le prospettive educative didattiche e occupazionali Un lavoro come quello delineato in questo saggio contiene tre valenze: la prima educativa, la seconda didattica e la terza occupazionale.

Educativa, in quanto si abitua il pubblico ad ascoltare musica di qualità; facciamo il "mea culpa", come docenti di musica abbiamo abbandonato il campo a DJ di un'ignoranza cosmica, oceanica, abissale ma ricchi di un fortissimo potere di orientamento delle scelte musicali dei giovani; quante volte sentiamo per radio o in televisione un "emerito imbecille" definire "splendide", "meravigliose" e "di altissimo livello" canzoni di infima qualità, senza alcun contradditorio? Come ha sostenuto una volta il Maestro Roberto Piana, i musicisti devono andare là dove si trova il pubblico: e dove si trova il pubblico oggi? Non certo nelle sale da concerto... Lo Sport educa e così educa la Musica, intesa come forma di linguaggio. Sposiamoli! La didattica dell'ascolto viene trascurata spesso nelle Scuole, oppure condizionata da classifiche di generi e Autori che allontanano i giovani dall'ascolto della musica di qualità. Quale migliore occasione per riavvicinare migliaia di persone proprio alla musica di qualità? Certo, è necessario ripartire dai gusti della gente per e-ducarla a brani musicalmente ben strutturati; occorre, da parte nostra, molta umiltà e voglia di studiare i "prodotti musicali" di oggi per separare, come dice il Vangelo "il grano dalla pula". Allora dico ai colleghi: riappropriamoci del nostro ruolo di educatori dei dodici suoni, giochiamoci in prima persona, forti della certezza che è solo questione di tempo; col tempo il pubblico si abitua alla musica di qualità e non accetta più la spazzatura sonora oggi dilagante.

E infine un discorso occupazionale: diffondendo la musica in tutti gli ambienti sportivi si coinvolgerebbero tanti giovani musicisti in un lavoro fantastico; certo, occorrerà preparare queste persone con appositi Corsi di preparazione professionale. Anche questo è lavoro, anche questa è una forma di "new economy". Per non parlare dell'indotto: la vendita di dischi, lo studio e quindi l'acquisto degli strumenti, il pubblico ai concerti, il coinvolgimento di sponsors privati. Il creare collegamenti con le Scuole private di Musica e con i Conservatori di Musica, e il promuovere la conoscenza della danza assumono quindi un grandissimo valore, culturale e sociale. Un ultimo pensiero: forse anche gli Amministratori dovrebbero riflettere sul contenuto del presente saggio. Vale anche in un campo musicale il saggio proverbio sardo: "a donzunu s'arte sua!". E noi docenti di musica questo dovremmo saper fare...