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Articoli e testi

Contro femminicidio e violenza di genere ‘in punto di pentagramma’

Scuola, tre domande al neosegretario del Pd Zingaretti

 

Tratto da "Dinamo. Un viaggio lungo mezzo secolo", di Gianluca Derelitto, Sassari, novembre 2010, pagg. 132-134

La batosta subita dal Cefalù è forse più difficile da assorbire delle retrocessioni, al punto che le ormai abituali minacce di abbandono del presidente vengono per la prima volta prese sul serio. Si passa un'estate travagliata, durante la quale il presidente arriva a criticare, in modo palese, il pubblico, la città, in particolar modo le istituzioni, il comune e la provincia, che si conclude con la decisione di continuare, almeno per un altro anno. La squadra viene comunque costruita con un budget ridotto.

Sono proprio le ristrettezze economiche la causa principale delle mancate conferme di Faggiano e Setti. La perdita più grave, dal punto di vista umano, è quella di Dario Ziranu che dice addio alla Dinamo per trasferirsi alla Silver Porto Torres. I volti nuovi sono Marco Rolando, Francesco Guarino, Giuseppe D'Iapico e Manuel Carrizo, mentre, dopo le defezioni di Simone Velluti e Simone Gironi, si decide di richiamare Ruggero Fiasco e di acquistare Marangoni.

Il gruppo, nuovamente affidato a Massimo Bernardi, (ad un certo momento era dato per certo sulla panchina della Dinamo il sassarese Pietro Carlini), è uno dei più giovani dell'intero campionato, con il solo Giorgione Rifatti con un'età superiore ai trent'anni.

La stagione riparte con due importanti novità, la prima riguarda il ritorno delle canottiere all'originale colore bianco celeste, la Dinamo ritrova finalmente i colori che erano stati scelti dai padri fondatori dopo stagioni in cui, per accontentare gli sponsor, se ne erano visti "di tutti i colori", dal giallo rosso al bianco verde, passando per il bianco rosso e il grigio rosso; la seconda la creazione del primo inno ufficiale, musicato da Antonio Deiara (alla stesura del testo, scritto dal poeta Monserrato Meridda, ha contribuito anche il presidente Milia). Alla realizzazione dell'inno hanno contribuito diversi artisti sassaresi: la soprano Rosy Cuboni, il tenore Antonio Bertulu, il pianista Roberto Piana, il trombettista Pietro Murgia, Clara Antoniciello e la Corale Rossini e Paolo Zannin, per quel che concerne l'incisione e il mixaggio. Antonio Deiara è anche colui che ha portato per la prima volta la musica di qualità al palazzetto di Sassari, dove da sempre l'unico sottofondo era dato dal rumore dei palloni quando si palleggiava, grazie al progetto "Dinamo e musica". Il repertorio proposto spazia dal rock degli Who al progressive della PFM, dal "Dies Irae" di Giuseppe Verdi ai temi di Ennio Morricone. Ogni brano commenta nella maniera più appropriata ogni momento della partita e durante l'intervallo lungo c'è l'omaggio ad un grande musicista, ad esempio Franco Battiato, Giuni Russo e Piero Marras. Data la qualità della musica proposta, il Palaserradimigni viene definito dai giornalisti ospiti "Palauditorium d'Italia".