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La musica rende felici e migliori tanti alunni e può diventare una professione anche per quelli meno bravi nelle materie “di studio”

 
Caro Gesù Bambino,
tu sai che sono stato un po’ bravo e un po’ monello. Ho scritto poche note disciplinari e molte note musicali, sono stato assente dalle lezioni un solo giorno e ho portato la giustificazione, ma le mie lettere sui problemi della Scuola pare non siano diminuite né di numero né di asprezza. Potrei meritare un regalo piccolo ma bello? Quest’anno, però, non ti chiedo alcun dono per me. Ti prego di regalare a ogni bambina e a ogni bambino uno strumento musicale. A Gesumaldo potresti portare una chitarra piccola (anche lui è piccolino), purché non sia un giocattolo; se vuoi, scegli quella elettrica, adatta alle Elementari. Una tastiera elettronica quattro/cinque ottave (meglio cinque...) sarebbe perfetta per Crisponzia, un pianoforte digitale per Cunegonda; non dimenticare il supporto e l’alimentatore! Per Maria Zuffia suggerirei la batteria, quella da 14/16 pollici, ma con due tom, due piatti, lo sgabello e le bacchette. Se pensi che il vicinato o gli altri condomini del suo palazzo potrebbero protestare, porta una batteria elettronica che non disturba perché ha le cuffie. Un basso elettrico renderebbe felice Agilulfo; che abbia la cassa vuota, altrimenti peserebbe troppo, un piccolo amplificatore e il reggi basso.
Ti prometto che faremo tante belle prove con le band, senza chiacchierare e battibeccare, e non perderemo tempo per stabilire l’ordine delle prove individuali. Non sprecheremo le fotocopie degli schemi sugli accordi o degli spartiti, accartocciandoli e abbandonandoli sotto le sedie, e non metteremo i piedi sopra il leggii. Canteremo canzoni adatte ai bambini senza scimmiottare quelle dei grandi e sceglieremo i solisti in modo leale (chi canta o accompagna meglio quella canzone è meglio che canti o suoni al posto mio...). Come tu ben sai, caro Gesù Bambino, la musica rende felici e migliori tanti alunni, e può diventare una professione anche per quelli meno bravi nelle materie che i grandi definiscono “di studio”. A proposito: non dico che i dodici suoni richiedano per tutti le ore di studio impiegate da quel monello di Mozart, ma sappi che anche chi sceglie di suonare uno strumento o cantare o comporre, studia. Sicuramente, chi ama la musica non ama offendere gli altri e fare il bullo, dedica del tempo alle prove individuali e per band con gli amici, nel pomeriggio, e impara a distinguere le canzoni e i testi composti da musicisti e poeti dalle note messe a caso e dalle brutte parole di chi ha le orecchie lunghe, la coda con i sonagli e il cuore a forma di salvadanaio.
Caro Gesù Bambino, non mi resta che dirti “Grazie!” in anticipo. Dimenticavo: se hai modo di sentire anche Babbo Natale o la Befana, ti prego di far leggere loro questa mia lettera. In questi tempi difficili, magari potreste dividere le spese...

Antonio Deiara
già alunno della Scuola Elementare
nell’anno scolastico1967-68