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Brani effimeri, privi di soluzioni rigeneranti per l’ascoltatore medio e interpretati da aspiranti cantanti, barcollanti nell’intonazione e nel senso ritmico

 
“Povera Patria”, come cantava uno dei più competenti musicisti italiani, Franco Battiato. La prima e la seconda serata del “Trap Remo” 2019, Festival della I.M.D. (Incompetenza Musicale Diffusa), hanno martoriato le mie orecchie con poche eccezioni. Brani effimeri, privi di soluzioni rigeneranti per l’ascoltatore medio (modulazioni, strutture formali dignitose, esecuzioni ricche di note non estranee alle scale musicali conosciute, etc.) e interpretati da aspiranti cantanti, barcollanti nell’intonazione e nel senso ritmico. Le parti migliori del 69° Festival della Canzone Italiana, ça va sans dire, sono appannaggio di ospiti del calibro di Giorgia, Riccardo Cocciante e Marco Mengoni. Sul resto, fatta eccezione per Cristicchi, Arisa e Il Volo, riempirei il pentagramma di pause coronate.
Le domande nascono spontanee. Chi sceglie chi? Possibile che i Poeti non siano ancora insorti come un sol vate contro l’anti-poesia del Rap e del Trap “Zero-punto-zero”? Il problema ha origine, ancora una volta, dall’I.M.D. (Incompetenza Musicale Diffusa). Governi dei Natali passati che hanno negato per decenni gli Indirizzi Musicali nelle Scuole Medie e, negli ultimi otto-nove anni, la crescita di Licei Musicali e Attività vocali-strumentali alle Elementari (limitandole alle classi terze, quarte e quinte); diversi Conservatori di Musica arroccati nella Roncisvalle della Musica Classica e della monocultura del Jazz, sprezzanti nei confronti del Pop-Rock dei Queen e dei Jethro Tull, nonostante costituisca ormai l’ultimo bastione contro il dilagare dei Trap-Rap, nuovi barbari privi di pentagrammi; non pochi docenti di Musica mutanti, vestali della Storia della Musica o dell’Organologia e smemorati della funzione linguistica del codice musicale.
Le soluzioni? Musica alla Materna e alle Elementari con professori appositamente abilitati, almeno un Indirizzo Musicale ogni tre corsi nelle Scuole Medie, Licei Musicali in tutte le città dotate di Istituti Superiori, Dipartimenti Pop-Rock nei Conservatori d’Italia che ne siano attualmente sprovvisti e, dappertutto, Scuole Civiche di Musica per giovani, adulti e Terza età. Il passaggio dall’I.M.D. alla C.M.D. (Competenza Musicale Diffusa) richiederà una lunga marcia. Ma una società più musicale sarà sicuramente una società migliore.

Antonio Deiara