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La dispersione scolastica, il bullismo e le devianze si combattono efficacemente, prioritariamente, diminuendo sensibilmente il numero di alunni per classe

 
Relativamente alla Scuola, il “nuovo” Pd guidato dal neoeletto segretario Nicola Zingaretti si presenta con un proclama identico a quello del “vecchio” partito renziano. La dispersione scolastica, il bullismo e le devianze si combattono efficacemente, prioritariamente, diminuendo sensibilmente il numero di alunni per classe; le “grida” postmanzoniane contro tali fenomeni sono sterili e non incantano più nessuno. Prima domanda: perché i Democratici, alla Camera dei Deputati, in compagnia dei primi responsabili delle classi-pollaio (Forza Italia dell’ex ministro Gelmini), anziché la dispersione scolastica contrastano la Proposta di Legge Azzolina, che prevede un numero massimo di 22 alunni (23 con eventuali “resti”) e di 20 (senza scappatoie del 10%...) in presenza di alunni diversamente abili?
L’aumento degli stipendi degli insegnanti non è concepibile senza ridefinire la funzione docente e decretare un adeguato stanziamento di risorse. Queste potrebbero essere recuperate, per esempio, dall’8 per mille non assegnato (in percentuale elevata!) dai contribuenti, dalle megaretribuzioni dei manager di Stato e degli eletti al Parlamento e alle Assemblee Regionali, dai finanziamenti pubblici agli “imprenditori-prenditori” e a una serie di altre inutili e pantagrueliche “mangiatoie”, destinate a nutrire chi socializza le perdite e privatizza gli utili, etc. Seconda domanda: perché i Democratici continuano a difendere privilegi che allargano il Tevere, alimentano l’odio sociale contro i politici e arricchiscono non pochi disonesti?
“La Buona Scuola” ha scavato il Grand Canyon tra i professori (e le loro famiglie) e il Partito Democratico. Scelte scolasticamente scellerate sono all’origine del tracollo elettorale di quest’ultimo, il 4 marzo 2018. Il mondo della vera Scuola, quello che ogni giorno manda avanti istituti scolastici e attività didattiche, vale milioni di voti. Terza domanda: perché il neosegretario del Pd, Nicola Zingaretti, non rivolge un appello a docenti, Ata e dirigenti, riconoscendo il fallimento de “La Buona Scuola” e annunciando il sostegno alla cancellazione della Legge 107/15 e dei Decreti Legislativi ad essa collegati? Parafrasando un famoso slogan, la fiducia è una cosa seria, che si perde facilmente e si recupera faticosamente.

Antonio Deiara