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La Pasqua presente e l’uovo sodo dell’Azzolina. Un altro parlamentare, da qualche settimana, precisa che i soldi per cancellare le classi-pollaio sono contenuti nel “DEF” futuro. “DEF”? Dobbiamo Eventualmente Fidarci, di nuovo?

 
Ci eravamo illusi, noi ex bambini del 1961. Nell’agosto passato sognammo i grappoli succosi, coltivati con entusiasmo nei filari normativi della proposta di legge della deputata Lucia Azzolina, dei 22 alunni per classe, ridotti a 20 nelle scolaresche destinate ad includere i diversamente abili. Come nei fotogrammi di un film muto, la spada della Giustizia scolastica avrebbe mozzato le unghie degli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali, pronte a ghermire docenti, classi e scuole, legati al letto di Procuste del cosiddetto “Organico di Fatto”. Lavammo il sangue dei nuovi tagli operati in nome del “vecchio” DPR 81/09 fino a dicembre, tempo di stabilità, per legge. Andammo in vacanza e arrivò la “vacanza”, contrattuale; per un pugno di euro, che la Befana non avrebbe nascosto in mezzo al carbone, per dignità, gattopardescamente tutto mutava per non mutare alcunché... Carnevale risultava già occupato dal “contratto-vergogna” del Governo passato, per cui la nostra nuova speranza si appuntò sull’Uovo della Pasqua futura. Oggi festeggiamo la Pasqua presente, con i cuori ricolmi di fiducia, prendiamo in mano delicatamente l’Uovo, lo scartiamo e... «È sodo! – strepita il più piccolo di casa, quello che non conosce la diplomazia dei grandi –. Non c’è la sorpresa!». Che i sogni di riscatto della scuola pubblica della repubblica, cullati dalla proposta di legge della deputata Lucia Azzolina, ci avrebbero abbandonato con un uovo sodo in mano, nessuno di noi l’avrebbe immaginato. Eppure nel Palazzo si tennero alti consessi per decretare che in una classe poco numerosa si studia meglio, valorizzando i talenti e recuperando i meno bravi, e si previene il bullismo; come dire che l’essere sani e l’avere un lavoro consentono una vita migliore rispetto a quella di chi è malato e disoccupato.

Tace, l’Azzolina. Un altro parlamentare, da qualche settimana, precisa che i soldi per cancellare le classi-pollaio sono contenuti nel “DEF” futuro. “DEF”? Dobbiamo Eventualmente Fidarci, di nuovo? Aspettiamo ancora una volta il fiume di sangue dei tagli di cattedre, classi e scuole, perpetrati in nome del “non-passato” DPR 81/09 dagli “Organici di Diritto”, ingrossato dagli affluenti degli “Organici di Fatto”. Il 24 maggio futuro, lasceremo libere le aule, come nelle Idi di marzo passate (2018). S’ode un mormorio: “Non passi il menzognero”.

Antonio Deiara