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Peccato che a Lucignolo e Pinocchio, e alle loro famiglie, arrivi un altro messaggio: «Basta note e sospensioni, restan chiasso e promozioni...»

 
Era il 1961, al 3° Zecchino d’Oro Roberto Gorgazzini con Maria Luisa Merlo cantarono “Cestini e grembiulini” (testo di D. Veneziano e musica di G. e L. Drago), mentre Angelo Iotti la incise su 45 giri. Un inno al benessere della generazione del boom economico con “pieni, pieni i bei cestini”, una visione dei bimbi “belli e riccioluti, tutti vispi e ben pasciuti, (...) dolci fiori di mammina e di papà” (altro che genitore 1 e Genitore 2!), un ossimoro pedagogico quale “giocar con serietà”. L’omologazione del “battiam battiam le mani / a tempo a tempo e bene”, l’annuncio di un crescendo rossiniano nel «pian piano, più svelti, svelti ancora / facciamo l’uragano», il non-sense “pap-pà pap-pà pap-pè-ro!”
È il 2019, in una Scuola elementare si discutono le canzoni per il Saggio musicale di fine anno: la generazione della crisi economica propone “brani” di Elettra Lamborghini, Sfera Ebbasta, Achille Lauro. L’onnipotenza dilagante e incontrastata del linguaggio dei video pseudo-musicali manda in frantumi la vetrata linda e senza aloni delle canzoni per bambini. La visione profumata di borotalco dei cestini e grembiulini soffoca, circondata da testi banali scanditi con il fondoschiena della solista, il dito medio del rapper, la povertà ritmico-melodico-armonica e le difficoltà d’intonazione dell’aspirante cantante. Non può suscitare meraviglia, in tale contesto totalmente extra-culturale, il bambino che, al rimprovero della Maestra, risponde spavaldamente «Me ne fotto!», la madre che aggredisce impunemente la vice-preside “colpevole” della sospensione inflitta “ingiustamente” alla propria figlia, il padre che pretende il posto in prima fila per il suo pargolo, «altrimenti non riesco a fotografarlo». Eppure si riprende il dibattito sui grembiulini... Dei cestini, invece, resta solo la versione 3.0 del “facciamo l’uragano”, ovviamente senza conseguenze disciplinari. Per dipanare l’intricata situazione della Scuola, si annuncia in pompa magna l’abrogazione del Regio Decreto che prevedeva note e sospensioni anche per gli alunni scorretti e ineducati delle Elementari. «Non cambia niente!», si affrettano a precisare i Soloni della normativa scolastica. Peccato che a Lucignolo e Pinocchio, e alle loro famiglie, arrivi un altro messaggio: «Basta note e sospensioni, restan chiasso e promozioni...».

Antonio Deiara