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Lettera aperta al Capo dello Stato. Le Minoranze linguistiche catalana e sarda della Sardegna vengono private ormai da un decennio di un diritto non negoziabile: l’istruzione di qualità delle nuove generazioni

 
Gent.mo Signor Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, mi rivolgo a Lei quale garante supremo della nostra Costituzione, da docente sardo della Scuola Pubblica. Le Minoranze linguistiche catalana e sarda della Sardegna, le più numerose d’Italia tutelate dall’articolo 6 della Carta costituzionale e riconosciute dall’articolo 2 della Legge 482/99, vengono private ormai da un decennio di un diritto non negoziabile: l’istruzione di qualità delle nuove generazioni. Le scuole sarde potrebbero costituire classi uniche e istituire indirizzi di studio con 10 alunni, nel rispetto degli articoli 8,10,11 e 16 del D.P.R. 81/2009; per mantenere le Autonomie scolastiche dell’Isola, secondo l’articolo 19, comma 5, del Decreto Legge 98/2011 e successive modificazioni, sarebbero sufficienti 400 studenti contro i 600 dei parametri nazionali. Invece, come scrive l’avvocato Marcello Bazzoni: «L'articolo 14 comma 16 del DL 95/2012, convertito in legge 135/2012, ha specificato (restringendone la portata) il concetto di specificità linguistica, limitandolo alle sole straniere (cioè alle minoranze di lingua madre straniera)». Le ricadute sulla Scuola Sarda Europea della citata normativa sono state devastanti: oltre 4.000 cattedre tagliate in eccesso rispetto al calo demografico (come riconosciuto dall’ex sottosegretario all’Istruzione professor Salvatore Giuliano), più di 50 Autonomie scolastiche chiuse, numerosi sezioni staccate e indirizzi di studio soppressi. Forse il più formidabile incentivo allo spopolamento delle zone interne della Sardegna e, unitamente alle classi troppo numerose, all’ “allungamento” del brodo di coltura di un tasso di abbandono scolastico spaventoso e di bullismo, devianza giovanile e microcriminalità. Se nei paesi dell’interno si chiudono la scuola e la caserma dei Carabinieri, oltre a farmacia, poste e banca, si decreta la “condanna a morte” delle comunità più piccole dell’Isola.
Gent.mo Signor Presidente Sergio Mattarella, La prego di intervenire a tutela delle Minoranze linguistiche della Sardegna, affinché ai parlanti il catalano e il sardo venga restituito dal Governo l’art. 6 della Costituzione, prima della nuova “mattanza” determinata dalla stesura degli Organici di Diritto delle scuole di ogni ordine e grado, per l’anno scolastico 2020-2021. Chiedo venia per l’ardire della mia lettera. Parafrasando i versi di Francesco Ignazio Mannu di Ozieri, autore del testo dell’inno ufficiale della Regione Sardegna, “Procurade ‘e moderare”, se non l’avessi scritta il mio pentimento tardivo sarebbe risultato sterile.

Con osservanza,
prof. Antonio Deiara

Docente di Musica all’Istituto Comprensivo di Ittiri,
già Supervisore al Biennio Formazione Docenti
del Conservatorio di Musica “Luigi Canepa” di Sassari