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L’eterna lotta tra musica classica e musica leggera trova la sintesi nell’Autore della musica della canzone “Se telefonando”, interpretata da Mina, e di “Gabriel’s oboe”, dalla colonna sonora di “The Mission”

Mio nonno, quando apprese che avrei dedicato la vita ad insegnare i dodici suoni ai giovani aspiranti musicisti, mi disse: «Fai l’avvocato, quella è una professione seria!». Adesso, dopo aver appreso la triste notizia della scomparsa del compositore Ennio Morricone, direi alle alunne e agli alunni che amano la Musica: «Seguite l’esempio del M° Morricone, lui era un professionista serio!». Ammiratore di J. S. Bach, anche il Maestro scriveva una pagina pentagrammata al giorno. La sua opera assume lo stesso rilievo di quella di Sergei Prokofiev, autore della storica colonna sonora dell’“Alexander Nevsky” di Sergei Eisenstein, composta fotogramma per fotogramma con futuristica sinergia regista- musicista.
L’opera titanica di Ennio Morricone suggerisce una riflessione didattica, quanto mai attuale. L’eterna lotta tra musica classica e musica leggera, sterile contesa che guarda il dito anziché la luna, trova la sintesi nell’Autore della musica della canzone “Se telefonando”, interpretata da Mina, e di “Gabriel’s oboe”, brano orchestrale incastonato nella colonna sonora di “The Mission”. Vorrei chiedere ai “talebani del pentagramma”: quale delle due melodie vale di più? Forse l’arrangiamento della canzone è inferiore all’orchestrazione della colonna sonora? È tempo di cambiare “punto d’ascolto”, direbbe il mio maestro Carlo Delfrati. Non esiste la musica di Serie A, la cosiddetta classica, e quella di Serie B, denominata riduttivamente leggera. Esistono le composizioni scritte bene, da professionisti dei dodici suoni, e quelle scritte male, da apprendisti stregoni che confondono l’apparenza con la sostanza e ignorano sia il codice prosodico che quello musicale.
Per fortuna, nelle Scuole d’Italia, i piccoli “Morricone” crescono. Le leggi lo consentono fin dalla terza elementare, col D.M. 8/2011, per poi continuare alle Medie grazie ai D.M. 9 febbraio 1979 e 201/99, e quindi scegliere il Liceo Musicale e/o il Conservatorio, cioè l’Università della Musica. Ma anche questa risente delle classifiche pregresse tra il genere classico e le canzonette. Il futuro? L’apertura di tutti i Conservatori al Pop-Rock, con lo strumento classico abbinato e le passerelle didattiche tra generi musicali. La Musica di qualità non ha confini tracciati da pregiudizi di classica versus leggera. Infine, una riflessione sul pubblico, sugli “spettascoltatori” di oggi. Si ascolta ciò che si capisce, e il bombardamento dei media e, soprattutto, dei social, veicola un’enorme quantità di quelle che il M° Franco Battiato ha definito “immondizie musicali”. Educare le nuove generazioni al Linguaggio dei dodici suoni significa creare un pubblico competente, in possesso delle strutture linguistico-pentagrammatiche fondamentali per la comprensione della Musica di qualità. L’opera del M° Ennio Morricone ci sarà di aiuto nella nostra “mission”.

Prof. Antonio Deiara
Docente di Musica I.C. di Ittiri –SS,
già Supervisore al Conservatorio “L. Canepa” di Sassari,
Ideatore Metodo didattico “Pentagrammando”