Usando questo sito si accetta l'utilizzo dei cookie anche di terze parti. Per maggiori informazioni vi invitiamo a leggere l'informativa

...le lacrime e il “sangue” dei docenti e del personale Ata scorreranno a fiumi. Troppi italiani hanno una memoria meno capiente di quella dei pesci rossi


Sorrido amaramente quando ascolto le lamentazioni di colleghe e colleghi sulle condizioni della Scuola. Il rossetto del ministro Lucia Azzolina preoccupa più della “distrazione” dei Sindacati in merito a troppe problematiche; le richieste di immissione in ruolo “ope legis” da parte delle forze politiche che hanno distrutto la Scuola Pubblica, quando governavano, assurgono al ruolo di priorità nazionale; le uniche sedi nelle quali si costruisce faticosamente, e a suon di sentenze, il puzzle del futuro dell’istruzione (tutela dei diritti delle studentesse e degli studenti con disabilità, istituzione di nuovi Indirizzi Musicali; estensione di promozioni indulgenziali erga omnes, etc.) sono ormai i Tribunali Amministrativi Regionali e il Consiglio di Stato.

Parafrasando una celebre massima severgniniana, troppi italiani hanno una memoria meno capiente di quella dei pesci rossi. Quando il vero “nemico” della Scuola Pubblica tornerà, le lacrime e il “sangue” dei docenti e del personale Ata scorreranno a fiumi. Arriveranno le nuove piaghe della Pubblica Istruzione, dallo spostamento a favore delle scuole private di un’enorme quantità dei soldi versati con le tasse dai contribuenti onesti, all’ulteriore aumento del numero di alunni per classe e al ricorso massiccio alla pseudo-risparmiosa Didattica a Distanza in epoca Post-Covid, dall’accorpamento di materie “affini” da non affinare, ma da affidare trasversalmente alle professoresse e ai professori già in servizio, all’estensione della neonata Laurea ignorantiae causa a calciatori, rapper, influencer et similia.

È la solita triste storia del “Re Travicello”. Il “Re Serpente” si annuncia decisionista, competente e instancabile; altro che quel tentennante, incompetente e privo di nerbo che oggi si ostina a non cedere il trono! Il popolo dei pesci rossi plaude estasiato davanti al balcone dell’abbronzato Dee-Jay di turno, ignaro del destino ferale che lo attende molto prima di quanto possa immaginare, mentre dalla consolle sgorgano le tragiche note del Dies Irae di Tomaso da Celano, ovviamente decomposte in versione trap. Mala tempora currunt sed peiora parantur.

Antonio Deiara