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“Le ombre di un nuovo Medioevo si addensano sul futuro della nostra Nazione, resa povera dal disprezzo per la Cultura e imbarbarita dalla cancellazione dei valori della Civiltà”


Giunto alla soglia del congedo per limiti di età professionale, con sommo dolore, fui testimone della caduta della Fortezza Bastiani. Per quattro decenni avevamo affrontato i nemici che, a ondate policrome, si erano accaniti contro le possenti mura e i coraggiosi Paladini della Torre dell’Istruzione. Per primi arrivarono gli Arricchiti, combattenti privi di scrupoli e tristi figuri incolonnati dietro due vessilli inequivocabili: “Pecunia non olet” e “Non faremo prigionieri”. La pena del contrappasso fu severa con loro: vennero smascherati e, sia pur tardivamente, sonoramente sconfitti; diversi Arricchiti furono condannati alla privazione della libertà personale, compreso il loro padrone, il Libertino Impenitente. Poi fu la volta dei Magnanimi, sognatori di inclusioni fallaci che confusero gli Amici e i Nemici della Torre dell’Istruzione. Mentre i difensori accumulavano riserve di cibo, armi e denaro, i Magnanimi consegnavano considerevoli quantità di risorse agli Adoratori, che invocavano il diritto ad essere riforniti per volontà divina. Le razioni di noi Paladini della Torre dell’Istruzione si ridussero progressivamente, mentre gli Adoratori gozzovigliavano in nome di una divinità che, ironia della storia, aveva difeso i poveri e i deboli. Ingannevolmente trionfale fu l’effimera vittoria dei sedicenti Buoni Narratori, pronti a celare dietro storie di apparente giustizia il loro desiderio di conquistare, per fini imperscrutabili, la Fortezza Bastiani. Non pochi di noi si fecero ingannare, e vennero trasferiti nelle Terre Lontane, dalle quali non riuscirono a tornare neppure dopo diversi lustri. La sconfitta dei sedicenti Buoni Narratori fu devastante, nella sanguinosa battaglia delle idi di Marzo. Purtroppo, però, prima della resa avevano avvelenato i pozzi della Torre dell’Istruzione, certificando gli Ignoranti e i Violenti quali Sapienti e Virtuosi. Fu l’inizio della fine, dato che i Paladini della Torre della Sapienza si riducevano a vista d’occhio, mentre le file degli Ignoranti travestiti da Sapienti si ingrossavano e diffondevano dati sbagliati sulle cure per i feriti e le riparazioni delle mura; crebbero in egual misura anche i Violenti, impuniti grazie alle certificazioni di Virtuosi, seminando discordia e provocando risse tra i combattenti.

L’ultima e decisiva battaglia fu quella contro gli Affastellatori. Anche loro avevano promesso grandi benefici per i Sapienti e i loro Discepoli, i Riordinanti e i Controllori. Solo questi ultimi, in realtà, ricevettero cospicue prebende, quale giusto riconoscimento delle loro alte responsabilità. Per gli altri difensori della Torre dell’Istruzione, solo poche briciole, lesive della dignità e dell’onore della maggior parte dei Paladini. Non venne posto rimedio alcuno all’aumento esponenziale degli Ignoranti, muniti della certificazione di Sapienti; men che meno alla crescita impetuosa dei Violenti, resi intoccabili dal falso titolo di Virtuosi. Il loro dilagare indebolì in pochi anni le nostre difese. I Bravi Guaritori scomparvero per lasciare il posto a individui impreparati ma in possesso della Certificazione fasulla; i Bravi Costruttori, per fortuna, non vissero abbastanza per veder crollare le mura a causa delle riparazioni sbagliate ad opera dei falsi Sapienti. Il Bollettino di guerra che attestava la caduta della Torre della Sapienza e, quasi contemporaneamente, dell’intera Fortezza Bastiani era inequivocabile: “Le falangi degli Ignoranti e dei Violenti hanno ucciso e distrutto, senza rispetto alcuno per vite umane e costruzioni storiche. Le ombre di un nuovo Medioevo si addensano sul futuro della nostra Nazione, resa povera dal disprezzo per la Cultura e imbarbarita dalla cancellazione dei valori della Civiltà”.

Antonio Deiara