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Ancora una volta, in Italia si vuole nutrire la Scuola con i fichi secchi, scaricando sulle spalle di maestre e professori le storiche lacune disseminate dissennatamente da ministri e governi di diverso colore


In un Paese “normale”, aggettivo utilizzato da un politico proletario dalle scarpe “capitalistiche”, il Ministero dell’Istruzione dovrebbe essere governato dalle menti più brillanti e preparate d’Italia. Scopriamo invece che in Viale Trastevere potrebbero annidarsi degli incompetenti in matematica, oltre che in italiano… Tralasciando decreti, note e circolari scritti in modo impreciso o ambiguo, stavolta ci troviamo di fronte a calcoli sbagliati sulla lista della spesa dei “Docenti Covid”, errori ammessi dal Ministero senza cenere sul capo e conseguenti licenziamenti dei responsabili per manifesta incapacità.
I “Docenti Covid”, insegnanti aggiuntivi per la ripartenza della Scuola nel post lockdown, vittime di un destino cinico e baro, inizialmente licenziabili per ingiusta causa in caso di nuovo lockdown, non verranno più nominati perché qualcuno del Ministero dell’Istruzione ha sbagliato addizioni, moltiplicazioni e divisioni. Resistono solo le sottrazioni di un ausilio indispensabile nelle Scuole quotidianamente in trincea contro il Covid-19, di soluzioni organizzativo-didattiche taumaturgicamente sbandierate ai quattro venti dal Ministro dell’Istruzione, oggi annullate con un tratto di matita rossoblù. In soldoni, ancora una volta, le Scuole dovranno arrangiarsi: gli insegnanti nominati “Referente Covid”, che “sostituiscono” medici e infermieri scolastici senza posseder la laurea in medicina o in scienze infermieristiche, in presenza di un caso sospetto continueranno ad interrompere la lezione e affidare le classi ai collaboratori scolastici (i cosiddetti “bidelli”), porteranno l’alunno che sta male in “Aula Covid” e convocheranno i genitori. Questi ultimi, non di rado, arriveranno dopo trenta minuti o un’ora, per cui numerose lezioni risulteranno perse. I “Docenti Covid”, in casi simili, avrebbero potuto sostituire i “Referenti Covid” e garantire la regolarità dello svolgimento delle lezioni.
Ancora una volta, in Italia si vuole nutrire la Scuola con i fichi secchi, scaricando sulle spalle di maestre e professori le storiche lacune disseminate dissennatamente da ministri e governi di diverso colore. Sarebbero sufficienti tre interventi per guarire molte patologie pregresse della Pubblica Istruzione: nuova funzione docente con orari e stipendi europei; classi di 20 alunni, 15 in presenza di un alunno con disabilità; cancellazione delle norme “Promuovi ignoranti” e “Salva bulli”. All’orizzonte, niente di tutto questo. Permangono i fichi secchi.

Antonio Deiara