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Vorrei lanciare un appello pentagrammatico alle colleghe e ai colleghi di Musica, Strumento Musicale e Sostegno



Cresce, nelle scuole di ogni ordine e grado, il numero di “Aule Sostegno”. Si tratta di ambienti protetti, arredati in modo semplice e funzionale, magari policromo, indispensabili per promuovere il lavoro individualizzato o in piccolo gruppo a favore delle studentesse e degli studenti con disabilità, DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) o BES (bisogni educativi speciali).

L’idea è nata piano piano, figlia di una concezione del diritto a utilizzare la Musica come forma di linguaggio, come insegna Carlo Delfrati, da parte di tutti, a iniziare da bambini, preadolescenti e adolescenti con difficoltà di apprendimento. La Musica, non fossilizzata sul flauto dolce o l’agiografia degli autori più rappresentativi dei secoli passati, offre una tavolozza di elementi ritmico-melodico-armonici impressionante. Tutti possono fare Musica, tutti possono esprimersi attraverso il “Linguaggio dei dodici suoni”: il bambino con disabilità che si scatena allegramente e “rumorosamente” alla batteria, la ragazza che può usare una sola mano ed emoziona gli ascoltatori con la cristallina melodia del metallofono, il giovane introverso che si trasfigura sul palco interpretando quel brano del cantautore preferito, l’adulto coinvolto in una band dai capelli grigi e il repertorio di canzoni degli Anni Sessanta. E allora, ecco la proposta: mettiamo una tastiera elettronica in ogni “Aula Sostegno”! Sarà l’oasi nella quale riposare dopo un esercizio al computer o un disegno impegnativo o lo studio di una mappa concettuale. Penso a uno strumento musicale di utilizzo immediato e senza le caratteristiche sofisticate pretese dai “talebani del pentagramma” (dieci ottave, tasti super-pesati, effetto cattedrale, etc.). Come scriveva Gino Stefani prima del 1980, immagino un “prendi e suoni”, grazie alla semplice disponibilità immediata dei tasti bianchi e neri e magari con le etichette adesive ritagliate che riportano il nome di ciascuna nota.

Pentagrammando per oltre quarant’anni nelle scuole di ogni ordine e grado, ho visto nascere su una tastiera “spartana” frammenti melodici e brevi testi, ho ascoltato semplici riproposizioni di temi di brani famosi interpretati con le dita e col cuore, ho scoperto il talento celato di studentesse e studenti ricchi di musicalità e poveri di sufficienze in numerose materie… Vorrei lanciare un appello pentagrammatico alle colleghe e ai colleghi di Musica, Strumento Musicale e Sostegno: arricchiamo con una tastiera ogni Aula Sostegno per promuovere l’utilizzo del “Linguaggio dei dodici suoni” da parte di chi fa fatica a esprimersi col codice verbale.

Antonio Deiara