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«Sostiene mia Zia: "Quella non è gente come noi". È la meritocra-Zia, bellezza!». Povera Sofia...

Sostiene mia Zia: "Quella non è gente come noi". È la meritocra-Zia, bellezza! La nipote Sofia è di buona famiglia, ha frequentato le scuole più esclusive d'Italia e d'Europa, laureandosi-abilitandosi col punteggio massimo, ergo è un'ottima docente. Antonio Maria è figlio di un contadino della Barbagia, ha studiato in istituti sconosciuti della Sardegna, non ha voluto accettare la sua condizione sociale, ergo è un docente "grezzo". Mia Zia non tentenna, e il merito è merito: al Liceo "Azuni" la Sofia e manovale-muratore Antonio Maria!

Povera Sofia. Nelle scuole più esclusive non le avevano insegnato che l'Italia pullula di figli parapornografici che minacciano: "Verrà mio padre e glielo farà vedere lui!"; di genitori Marchesi del Grullo, ciechi e sordi (ma non muti) in merito ai comportamenti dei figli: "Io credo a mio figlio e voi professori non siete un bip!"; di docenti "laudatores temporis acti", sempre convinti che la pedagogia delle bacchettate, dei ceci e dello scappellotto sia la più avanzata da Erode in poi. Altro che Piaget, Maria Montessori e Don Milani...

E allora? «Facciamo giudicare i professori dagli alunni e dai genitori», tona il Parlamento. Benissimo! Si potrebbe continuare col far giudicare i giudici dagli imputati e dai loro parenti, i medici dagli infermieri e dai pazienti, gli ingegneri dai muratori e dagli idraulici, etc. «Affidiamo la valutazione ai Presidi», sentenzia l'Associazione Genitori "Talebani". Altro che i cinque cerchi delle Olimpiadi... In quante scuole d'Italia si formerebbero i mille e mille cerchi delle "serviziadi", dalle "ignaviadi" alle "zerbiniadi", per finire con le "lenzuoliadi"? Ai posteri la maldicenza.

Si preoccupa, mia Zia. L'adorata, et eccellentissima, nipote-professoressa Sofia, scossa dallo strepito di cotanta plebe (gli anglofoni chiamano tale fenomeno "burnout", ndr), non vuole più insegnare alle Superiori. Delle Scuole Medie, regno della plebaglia allo stato puro, non se ne parla nemmeno. Che diamine, la si nomini all'Università "per chiara fama familiare". E così Sofia siede in cattedra, docente chiarissima in un Ateneo prestigioso. «Finalmente – commenta mia Zia – è arrivato il tempo della meritocrazia!».